Intervento al Senato della Repubblica in occasione della presentazione del libro "I Conquistatori".
Negli ultimi 30 anni l'UE ha spostato il suo baricentro verso l'Europa del Nord e dell'Est. Ma questo è stato funzionale alla creazione di un'area geografica da colonizzare, il Sud Europa. E' urgente cambiare rotta e riportare equilibrio prima che sia troppo tardi.
ROMA - L' Europa che ha rivolto il suo sguardo più verso l’Oceano Atlantico che verso il Mediterraneo ha una sfida storica importante da affrontare. Continuare a percorrere la strada intrapresa, oppure avere il coraggio di costruire una Nuova Europa in grado di proporre un modello di società alternativo alla massificazione e omologazione che l’attuale globalizzazione propone.
ROMA - Cosa è accaduto negli ultimi venti anni per cui Paesi come l’Italia o la Spagna che hanno vissuto una forte immigrazione di persone che provenivano dall’Est Europa ora vengono sorpassate proprio da quegli stessi paesi dell’Europa orientale da cui milioni di persone erano andate via?
ROMA - Siamo in un tempo di naufragio. Il modello occidentale capitalistico e la stessa Europa, che ha totalmente sposato e promosso questo modello, sta navigando in acque molto tempestose.
ROMA - Cosa è l’Europa? È molto complesso dare una definizione unica ma sicuramente potremo affermare che è il luogo della continua sperimentazione tra molteplicità e unità, fra identità e diversità. E, se si accoglie l'idea che il Vecchio Continente è “un progetto incompiuto sempre in divenire” potremo allora azzardarci utilizzando una metafora per tentare di spiegare la fase storica che sta attraversando.
ROMA - L’Ue in questi giorni ha chiesto all’Italia di correggere i conti e servono ben 3,4 miliardi. Insomma va corretto il disavanzo e quindi più austerità e ancora più riduzione della spesa pubblica. Abbiamo tempo fino al primo di febbraio e poi scatta la procedura di infrazione sul deficit. E, pensate un po’? In che cosa consiste questa procedura di infrazione?
Roma – Siamo messi così, l’1% più ricco della popolazione mondiale possiede più ricchezza del resto del mondo. Per essere ancora più precisi, 8 persone possiedono tanto quanto la metà più povera dell’umanità. Tra il 1988 e il 2011 i redditi del 10% più povero dell’umanità sono aumentati di meno di 3 dollari all’anno mentre quelli dell’1% più ricco sono aumentati 182 volte tanto.
ROMA - Un dato più di tutti fa luce sugli effetti della Grande recessione che stanno vivendo i Paesi dell’Europa del Sud, ed è il dato della disoccupazione giovanile: tra il 50 e il 60% in Grecia e Spagna, oltre il 40% in Italia, e più del 30% in Portogallo e a Cipro. Un’intera generazione è fuori dal mercato del lavoro e interi Paesi stanno sprecando la risorsa umana più preziosa, quella su cui si dovrebbe puntare per il futuro.
ROMA - La crisi finanziaria si è trasformata in una crisi per l’infanzia. Secondo i dati diffusi dall’Unicef, in Paesi come l’Italia, la Spagna, la Grecia e il Portogallo, insieme anche alla Croazia e all’Irlanda esiste una forte correlazione tra i danni causati dalla recessione e il declino del benessere dei bambini dopo il 2008. Nei Paesi sud-europei il fenomeno inizia ad assumere una connotazione drammatica: in Spagna e in Grecia il tasso di povertà dell’infanzia è superiore al...