Informazione libera sui paesi del Sud-Europa 

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Paesi Europei dell'Est: la concorrenza sleale che danneggia l'Italia

ROMA - “Lascio l’Italia e ritorno in Polonia perché ormai qui non ho più lavoro e come me sono andati via, negli ultimi quattro anni, moltissimi polacchi. Il nostro Paese è in forte crescita e abbiamo speranza di ricostruirci una vita”. La storia di Magda Gyzov, una donna polacca di quarant’anni che, dopo diciotto anni vissuti in una piccola cittadina alle porte di Roma, ha deciso di lasciare l’Italia per ritornare in Polonia, è una storia che fa luce sulle molte contraddizioni di un’Europa che sta creando enormi squilibri all’interno degli stessi Paesi membri.

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Austerita' senza fine per recuperare 3 miliardi

 

 

 

 

 

 

 

ROMA - L’Ue in questi giorni ha chiesto all’Italia di correggere i conti e servono ben 3,4 miliardi. Insomma va corretto il disavanzo e quindi più austerità e ancora più riduzione della spesa pubblica.

Abbiamo tempo fino al primo di febbraio e poi scatta la procedura di infrazione sul deficit.

E, pensate un po’? In che cosa consiste questa procedura di infrazione?

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Strangolati dall’1% più ricco

Roma – Siamo messi così, l’1% più ricco della popolazione mondiale possiede più ricchezza del resto del mondo. 

 

Per essere ancora più precisi, 8 persone possiedono tanto quanto la metà più povera dell’umanità. Tra il 1988 e il 2011 i redditi del 10% più povero dell’umanità sono aumentati di meno di 3 dollari all’anno mentre quelli dell’1% più ricco sono aumentati 182 volte tanto. 

 

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Le nuove generazioni del Sud-Europa fuori dal mercato del lavoro

ROMA - Un dato più di tutti fa luce sugli effetti della Grande recessione che stanno vivendo i Paesi dell’Europa del Sud, ed è il dato della disoccupazione giovanile: tra il 50 e il 60% in Grecia e Spagna, oltre il 40%  in Italia, e più del 30% in Portogallo e a Cipro. Un’intera generazione è fuori dal mercato del lavoro e interi Paesi stanno sprecando la risorsa umana più preziosa, quella su cui si dovrebbe puntare per il futuro.

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I bambini della recessione: malnutrizione e povertà in aumento

ROMA - La crisi finanziaria si è trasformata in una crisi per l’infanzia. Secondo i dati diffusi dall’Unicef, in Paesi come l’Italia, la Spagna, la Grecia e il Portogallo, insieme anche alla Croazia e all’Irlanda esiste una forte correlazione tra i danni causati dalla recessione e il declino del benessere dei bambini dopo il 2008.

Nei Paesi sud-europei il fenomeno inizia ad assumere una connotazione drammatica: in Spagna e in Grecia il tasso di povertà dell’infanzia è superiore al 36%, mentre in Italia è al 30%. 

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