Sud Africa dopo l'apartheid

Sono arrivata in Sud-Africa pochi anni dopo la fine dell'apartheid e desideravo vivere nei luoghi dove per moltissimi anni avevano vissuto, e continuavano a vivere, nella segregazione più assurda i neri.

Per due mesi sono stata ospite di un missionario comboniano in una township a Mamelodi, a pochi chilometri da Pretoria. Eravamo gli unici due bianchi in una delle borgate con più alta densità abitativa di neri.

Nonostante le atroci ingiustizie subite durante gli anni della segregazione razziale e, nonostante si percepisse ancora molto forte la diffidenza nei confronti dei bianchi, ho potuto vivere la gioia di confrontarmi con un popolo con una grande dignità e una grande apertura di cuore.  Questo lavoro è stato trasmesso da Rai3.

I Berberi e il rivoluzionario Souk virtuale di N'Kob

In Marocco, nel 1998, quando in Italia stavamo appena conoscendo le potenzialità di Internet, un gruppo di donne di un piccolissimo villaggio chiamato N'Kob, raggiungibile soltanto a piedi o con il mulo, hanno creato il primo Souk Virtuale sul web per vendere i loro tappeti in tutto il mondo.  Con un generatore elettrico, una piccola macchina fotografica e un'antenna satellitare per la connessione web, hanno costruito un primitivo, ma efficacissimo, sito Internet.

Sono stata catturata da questa straordinaria storia e ho realizzato un reportage per la Rai e per D-repubblica. Pochi mesi dopo sono arrivate nel villaggio anche le telecamere della CNN e della BBC e la vendita dei tappeti è cresciuta a tal punto che, grazie a quella intuizione, le donne di N'Kob sono riuscite a finanziare buona parte della ricostruzione del villaggio.  

Tutte le donne di N'Kob mi hanno consegnato la creatività, la forza, la determinazione e la loro meravigliosa natura selvaggia. Elementi che ciascuna donna, se vuole, può sperimentare nella propria vita. 

I meninos de rua di San Paolo

I meninos de rua sono bambini senza famiglia che vivono completamente abbandonati a se stessi in molte città del Sud-America. Ho incontrato alcuni di loro nel 2008 a San Paolo, in Brasile, ed è stata per me una delle esperienze più forti che abbia fatto nella vita.

Accompagnata da uno straordinario missionario italiano, padre Giampiero Carraro, che ha fondato una comunità di recupero, ho potuto vivere insieme a loro per qualche giorno immergendomi nella disperazione di una vita disumana. Per sopravvivere allo stato di totale abbandono i meninos de rua si drogano utilizzando la colla messa in sacchetti di plastica. Dormono in tunnel sotto i ponti chiamati Moco pieni di topi e spesso arrivano a compiere, così piccoli, efferati omicidi. Ho realizzato un documentario, "Vite nell'inferno", insieme al regista Fernando Muraca con il quale abbiamo raccolto fondi destinati alle comunità di recupero.  

Questa esperienza ha inciso così profondamente nel mio animo che, appena ho avuto la possibilità, ho adottato un bambino e oggi sono madre di un meraviglioso bimbo. 

Vita nelle Favelas


Amo profondamente questo lavoro perché mi da la possibilità di incontrare persone che nutrono la mia anima con la loro vita. Dietro ogni storia, anche quella che sembra più insignificante, si nasconde una ricchezza umana di straordinario valore. Alcune delle persone incontrate nelle Favelas mi ha così sorpresa per l’intensità, la bellezza e la generosità che sapevano esprimere, nonostante la totale deprivazione materiale in cui vivevano, che ho sentito forte tutta la pochezza dell’uomo occidentale, borghese e schiavo di un sistema che, a sua volta, produce milioni di altri schiavi come quelli delle Favelas.   

Jamila in volo sul Mediterraneo

Ho girato in Nord-Africa negli anni immediatamente precedenti gli avvenimenti che hanno portato alla rivoluzione della primavera araba. Sono stata soprattutto in Egitto e in Marocco dove si percepiva chiaramente la voglia tra i più giovani di liberarsi di un periodo lunghissimo di dittatura. Sappiamo come è andata a finire e in che momento storico particolarmente delicato sta vivendo il Nord-Africa.

Tuttavia, ciò che allora mi colpì molto e che continua a colpirmi, è la distanza che l’Europa mantiene verso questi paesi nonostante il Sud-Europa sia così prossimo geograficamente e culturalmente e, nonostante, ci siano tra le due sponde del Mediterraneo grandi potenzialità di incontro su molti livelli. 

 

Ho girato per Rai3 servizi giornalistici e ho realizzato, come conduttrice e autrice, una puntata zero per un format televisivo.